Inibizioni provvisorie

Oggetto

Le inibizioni provvisorie (o interlocutorie) sono adottate dal giudice in attesa della decisione finale.

Esse mirano a impedire danni e a prevenire qualsiasi contraffazione imminente (articolo 62.1 dell’Accordo sulla Corte unificata dei brevetti).

Possono inoltre essere finalizzate ad assicurare che il presunto contraffattore sia effettivamente in grado di pagare in caso di condanna (articolo 62.1 e 62.3 dell’Accordo sulla Corte unificata dei brevetti).

Questo tipo di misure è del resto previsto dall’articolo 44 dell’ADPIC.

Tipi di inibizioni

L’articolo 62 dell’Accordo sulla Corte unificata dei brevetti prevede una serie di inibizioni possibili:

  • divieto di continuare la contraffazione sotto pena di sanzione;
  • autorizzazione a continuare gli atti di contraffazione, ma con costituzione di garanzie;
  • sequestro o consegna dei prodotti contraffatti (regola 211.1(b) del regolamento di procedura);
  • sequestro conservativo dei beni mobili e immobili del contraffattore (regola 211.1(c) del regolamento di procedura);
  • blocco di conti bancari e altri beni (regola 211.1(c) del regolamento di procedura).

Equilibrio

Naturalmente, queste inibizioni sono molto incisive (poiché non è ancora intervenuta alcuna decisione finale). È quindi necessario bilanciare attentamente gli interessi delle parti e i potenziali pregiudizi che tali misure potrebbero comportare (articolo 62.2 dell’Accordo sulla Corte unificata dei brevetti e regola 211.3 del regolamento di procedura).

Esse devono quindi essere proporzionate e dissuasive (articolo 3 della Direttiva CE/2004/48 sul rispetto dei diritti di proprietà intellettuale) e può essere richiesta la costituzione di una garanzia al richiedente (regola 211.5 del regolamento di procedura), in particolare se l’inibizione è richiesta su istanza.

Valutazione del giudice

In ogni caso, queste misure sono lasciate alla valutazione del giudice (articolo 62.1 dell’Accordo sulla Corte unificata dei brevetti): è lui a decidere se un’inibizione debba essere pronunciata.

Difesa contro queste inibizioni

Naturalmente, quando un’inibizione provvisoria viene presa in considerazione o richiesta, il convenuto può tentare di difendersi.

In relazione al diritto dei brevetti

Validità del brevetto

Questa difesa può basarsi sulla dubbia validità del titolo (SISVEL v Xiaomi, Paesi Bassi 2019).

Infatti, sarebbe ingiusto pronunciare un’inibizione se il titolo è discutibile o se i dibattiti sulla validità sono altamente complessi.

Proporzionalità

Allo stesso modo, è necessario considerare attentamente la proporzionalità della misura.

Ad esempio, se la contraffazione in questione riguarda una richiesta di alcune centinaia di migliaia di euro, sarebbe discutibile richiedere un’inibizione provvisoria che potrebbe costare diverse centinaia di milioni di euro al convenuto.

Allo stesso modo, se può essere presa in considerazione un’altra misura provvisoria (es. pagamento di danni e interessi piuttosto che un divieto puro e semplice, previsto dall’articolo 12 della direttiva sul rispetto dei diritti di proprietà intellettuale 2004/48/CE e articolo 62.1 dell’Accordo sulla Corte unificata dei brevetti), il giudice deve tenerne conto.

Se il titolare del brevetto ha inoltre tollerato l’esistenza di una contraffazione per molti anni, si può ritenere che sarebbe più « appropriato » attendere la decisione finale (salvo casi particolari).

Contraffazione riguardante elementi trascurabili

Può accadere, in particolare nel settore degli apparecchi elettronici (come uno smartphone), che l’oggetto rivendicato sia un elemento trascurabile rispetto a un prodotto più complesso.

Ci si può allora domandare se sarebbe proporzionato vietare, tramite ingiunzione provvisoria, la vendita del prodotto complesso.

Patent troll

Se il ricorrente è una « entità che non svolge attività economica » (o patent troll), ci si può domandare se un’ingiunzione sia necessaria.

Infatti, nella misura in cui questo patent troll non commercializza alcun prodotto coperto dal brevetto, è difficile sostenere che un danno imminente stia per verificarsi (vedi IPCom vs Xiaomi, UK, 2019 o SISVEL v Xiaomi, Paesi Bassi 2019).

Eccezione alla contraffazione

Esistono casi in cui possono essere invocate alcune eccezioni alla contraffazione.

Se l’invocazione di tali eccezioni appare seria, il giudice deve ovviamente tenerne conto.

In relazione al diritto in generale

Buona fede

Il ricorrente deve agire in buona fede nelle sue richieste.

Pertanto, se sono state condotte trattative, queste devono essere state svolte in buona fede.

Abuso di diritti

L’azione del ricorrente non deve avere come unico scopo quello di arrecare un pregiudizio al contraffattore (vedi articolo 41 dell’ADPIC).

Posizione dominante

Il ricorrente non deve utilizzare questa azione abusando della propria posizione dominante (Vestel vs HEVC (EWHC 2766)).

Pertanto, il diritto europeo continua ad applicarsi.

Interesse pubblico

Allo stesso modo, può accadere che il procedimento possa arrecare pregiudizio ai consumatori e/o alla loro salute.

Pertanto, comprendiamo bene che il fatto di richiedere un’ingiunzione provvisoria che avrebbe l’effetto di privare i consumatori di un prodotto essenziale per la loro salute (es. un medicinale di cui l’unico fornitore è il presunto contraffattore) sarebbe inaccettabile.

Ingiunzioni permanenti

Oggetto

Le ingiunzioni permanenti sono emesse dal giudice con la decisione finale.

Esse sanciscono i diritti delle parti così come accertati nella decisione finale (articolo 63.1 dell’Accordo sulla Corte unificata dei brevetti) al fine di vietare ogni futura contraffazione.

Le ingiunzioni permanenti possono essere dirette contro il contraffattore ma anche contro un terzo che facilita la contraffazione (articolo 63 dell’Accordo sulla Corte unificata dei brevetti).

A questa ingiunzione è associata una penalità (articolo 63.2 dell’Accordo sulla Corte unificata dei brevetti).

Tipi di ingiunzione

Esiste un solo tipo di ingiunzione permanente: vietare la prosecuzione della contraffazione (articolo 63.1 dell’Accordo sulla Corte unificata dei brevetti).

Equilibrio

Gli effetti deleteri di una tale ingiunzione non sembrano dover essere presi in considerazione dal giudice: il contraffattore è un contraffattore, deve smettere di esserlo!

Valutazione del giudice

In questo caso, non è chiaro se il pronunciamento di questo tipo di ingiunzione resti alla discrezionalità dei giudici (articolo 63 dell’Accordo sulla Corte unificata dei brevetti, si noti che l’articolo 62 dell’Accordo sulla Corte unificata dei brevetti menziona esplicitamente tale discrezionalità. Pertanto, si deve intendere che non vi sia discrezionalità per l’articolo 63?).

Misure correttive

Oggetto

Le misure correttive sono adottate dal giudice con la decisione finale.

Tipi di misure

I giudici possono pronunciare (articolo 64 dell’Accordo sulla Corte unificata dei brevetti) un ampio numero di misure correttive come:

  • una dichiarazione di contraffazione;
  • il ritiro dei prodotti dai circuiti commerciali;
  • l’eliminazione della caratteristica contestata dei prodotti;
  • l’allontanamento definitivo dei prodotti dai circuiti commerciali; o
  • la distruzione dei prodotti e/o dei materiali e strumenti interessati.

Tuttavia, questo elenco non è esaustivo.

È probabile che il giudice possa ispirarsi alle prassi nazionali per ordinare tali misure.

Equilibrio

Nell’esame di una richiesta di misure correttive, si terrà conto del fatto che deve esserci proporzionalità tra la gravità della violazione e le misure correttive ordinate, nonché degli interessi dei terzi (articolo 10.3 della Direttiva CE/2004/48).

Valutazione del giudice

Il giudice rimane arbitro della propria decisione: queste misure correttive sono semplicemente un’opzione per lui, anche se richieste da una parte (articolo 64 dell’Accordo sulla Corte unificata dei brevetti).

Comunicazione di informazioni

Oggetto

Nel contesto di una controversia, e una volta che il contraffattore sia stato riconosciuto tale, il giudice può ordinare una comunicazione di informazioni (articolo 67 dell’Accordo sulla Corte unificata).

Tipo di informazioni da comunicare

Il contraffattore (o un terzo avente un legame con la contraffazione) può ricevere l’ordine di comunicare (articolo 67.1 e 67.2 dell’Accordo sulla Corte unificata):

  • l’origine e i canali di distribuzione dei prodotti o procedimenti contestati;
  • le quantità prodotte, fabbricate, consegnate, ricevute o ordinate, nonché il prezzo ottenuto per i prodotti contestati; e
  • l’identità di qualsiasi terzo intervenuto nella produzione o distribuzione dei prodotti contestati o nell’utilizzo del procedimento contestato.

Equilibrio

In questo caso, il giudice verifica che le richieste del ricorrente siano giustificate e proporzionate (articolo 67.1 dell’Accordo sulla Corte unificata).

Valutazione del giudice

Il giudice è quindi arbitro di concedere o meno questa comunicazione di informazioni (articolo 67.1 dell’Accordo sulla Corte unificata).

Risarcimento dei danni

Oggetto

L’obiettivo del risarcimento dei danni è compensare i danni subiti dal ricorrente (articolo 68.1 dell’Accordo sulla Corte unificata).

Calcolo del risarcimento dei danni

Per il calcolo del risarcimento dei danni, è necessario:

  • fare in modo che il ricorrente sia nella stessa situazione come se non fosse avvenuta alcuna contraffazione (articolo 68.2 dell’Accordo sulla Corte unificata).
    • perdita di opportunità,
    • perdita di mercato,
    • mancato guadagno (articolo 68.3a dell’Accordo sulla Corte unificata),
    • perdita di margine a causa degli sforzi commerciali che ha dovuto sostenere per contrastare la contraffazione,
    • danno all’immagine del marchio, pregiudizio morale (articolo 68.3b dell’Accordo sulla Corte unificata),
    • ecc.
  • fare in modo che il contraffattore non tragga vantaggio in definitiva da questa contraffazione, senza che ciò sia punitivo (articolo 68.2 dell’Accordo sulla Corte unificata)
    • profitti del contraffattore in relazione a tale contraffazione (articolo 68.3a dell’Accordo sulla Corte unificata),
    • considerazione dell’acquisizione di clientela,
    • ecc.

È inoltre possibile fissare un risarcimento dei danni forfettario sulla base di elementi quali, almeno, l’importo delle tasse annuali o dei diritti che sarebbero stati dovuti se il contraffattore avesse richiesto l’autorizzazione a utilizzare il brevetto in questione (articolo 68.3b dell’Accordo sulla Corte unificata).