Convenzione europea dei diritti dell'uomo

Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, la Convenzione europea dei diritti dell’uomo non è una norma dell’Unione europea.

Merita quindi un piccolo capitolo a parte 🙂

Storia

La Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali, comunemente chiamata Convenzione europea dei diritti dell’uomo (o CEDU), è un trattato internazionale firmato dagli Stati membri del Consiglio d’Europa il 4 novembre 1950.

Il Consiglio d’Europa non è un’istituzione dell’Unione europea, a differenza del Consiglio dell’Unione europea e del Consiglio europeo… bisogna fare molta attenzione!

Applicazione della CEDU

Nessuna applicazione diretta

La CEDU non è direttamente applicabile nel mondo dei brevetti, che si tratti di un brevetto europeo classico, di un brevetto unitario, o che la CGUE sia competente o meno.

Infatti, né l’UEB né l’Unione sono firmatari della CEDU (o almeno non lo sono ancora Articolo 6(2) TUE), solo gli Stati membri lo sono.

Applicazione indiretta?

Tuttavia, l’UEB può riconoscere alcuni principi generali di diritto comuni a tutti gli Stati membri (D11/91 e articolo 6(3) TUE).

La Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo contiene norme che esprimono principi generali di diritto comuni agli Stati membri dell’Organizzazione europea dei brevetti. Tali norme devono quindi essere considerate parte del sistema giuridico di questa Organizzazione e devono essere osservate da tutte le sue istanze.

A titolo di esempio, è del tutto possibile/incomprensibile invocare principi della CEDU in fascicoli che riguardano:

Interpretazione della CEDU

Solo la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo può interpretare la Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo.

La Corte può essere adita con un ricorso da qualsiasi persona che si ritenga vittima di una violazione dei suoi diritti o libertà, garantiti dalla Convenzione, e i ricorsi devono essere necessariamente diretti contro uno Stato contraente della Convenzione.

Per adire la Corte, il ricorrente deve aver esaurito tutte le vie di ricorso interne (Articolo 35 CEDU).

Fonte del diritto

Le fonti del diritto sono relativamente limitate:

  • La Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo stessa;
  • 13 protocolli aggiuntivi (che modificano per lo più il testo della convenzione).

Equilibrio tra i diversi principi della CEDU

Come per il diritto dell’Unione europea, possiamo avere alcuni « conflitti » tra principi enunciati nella CEDU.

La Corte Europea dei Diritti dell’Uomo ha adottato (come la CGUE) il principio di proporzionalità per risolvere questi conflitti: Per la Corte europea dei diritti dell’uomo, è necessario verificare che la legge degli Stati sia equilibrata rispetto al principio che mette in discussione.

Tuttavia, viene lasciata un’ampia discrezionalità ai legislatori dei diversi Paesi (Chassagnou c. Francia, GC, 21 aprile 1999).

Inoltre, il principio sarà considerato più o meno « fondamentale » a seconda del settore a cui si applica: ad esempio, la libertà di espressione sarà quasi sacralizzata nel campo politico, ma avrà minore importanza nel campo commerciale (AshbyDonald c. Francia, 10 gennaio 2013 o ‘Pirate Bay’, 19 febbraio 2013).

A titolo di esempio, la CEDU ha ritenuto che una licenza obbligatoria non violasse il principio della proprietà (Smith Kline c. Paesi Bassi, 4 ottobre 1990) poiché tale licenza aveva uno scopo legittimo.

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