Una volta risolta la controversia, resta da regolare il conto: chi paga le spese della procedura? Da non confondere con la determinazione dei danni (il risarcimento dovuto al titolare del brevetto): si tratta qui delle spese di procedura — onorari, spese — che la parte soccombente deve rimborsare alla parte vittoriosa.
Il principio: le spese a carico della parte soccombente
Le spese giudiziarie ragionevoli e proporzionate, nonché le altre spese sostenute dalla parte vittoriosa, sono in linea di principio a carico della parte soccombente (articolo 69 dell’accordo relativo alla CUB). Il giudice può tuttavia modulare questa regola, in particolare quando ciascuna parte soccombe parzialmente o per motivi di equità.
Dei limiti massimi
Il rimborso non è illimitato: è soggetto a un tetto massimo secondo una tabella legata al valore della controversia, stabilita dal comitato amministrativo (articolo 69 dell’accordo relativo alla CUB). La parte soccombente non deve quindi coprire l’intero ammontare degli onorari — talvolta esorbitanti — della controparte.
La procedura di determinazione
La determinazione delle spese è oggetto di una procedura distinta, successiva alla decisione nel merito (regole 150-156 del regolamento di procedura): la parte vittoriosa presenta una domanda di decisione sulle spese, quantificata e motivata; la parte avversa può contestarla; il giudice relatore (o un cancelliere-relatore) decide poi sull’importo.
Tale decisione sulle spese è essa stessa soggetta a riesame e, successivamente, ad appello — a ricordare che presso la CUB, anche la nota spese può essere oggetto di discussione.